Ripartiamo da Harlan: Prospettive sul movimento di liberazione animale in Italia

Ripartiamo da Harlan
Le prospettive del movimento di liberazione animale in Itialia


l’Antispecismo è l’idea radicale che l’uomo non è altro che un animale come tanti altri.
Non esiste alcuna differenza di valore tra le specie, come per esempio tra un uman@ e un opossum.
Con questo approccio abbiamo deciso di iniziare, lo scorso anno, una trasmissione radiofonica di teoria e pratica antispecista: “Radiopossum” per l’appunto.
Liberazione animale altro non significa che liberazione di tutti gli animali.
Da antispecist* non possiamo dunque che lottare sia per la liberazione dei non umani dagli umani sia per quella degli umani dagli altri umani.
Le forme di sfruttamento sono, infatti, del tutto analoghe in quanto lo stesso sfruttamento che gli/le umani/e esercitano contro i non umani viene esercitato anche contro gli uomini e le donne.
Per questo crediamo che sia imprescindibile all’interno del movimento di liberazione animale un approccio libertario e contro ogni forma di autorità e sfruttamento.
Ad Harlan questo sfruttamento viene esercitato contro le cavie, macachi, topi, criceti, conigli, cani nei CIE viene esercitato contro i/le migrant*, nelle carceri contro i/le detenut*, negli stupri contro le donne, nel lavoro e nello stato contro tutt* noi che siamo costrett* a partecipare e a subire questa società.
Le multinazionali dell’industria farmaceutica, chimica e agroalimentare che torturano e uccidono ogni anno milioni di animali nei loro laboratori sono le stesse che hanno sfruttato di nascosto come cavie donne e bambini, talvolta persino neonati (come in Argentina), nei paesi del cosiddetto “terzo mondo”, appoggiandosi alle autorità politiche e sanitarie locali, compiacenti e corrotte. E sono le stesse che sfruttano il consumatore occidentale (peculiare figura, vittima e complice al tempo stesso) poiché la vera sperimentazione che questi colossi conducono è quella ‘sul campo’, nel rapporto vendita-consumo all’interno di una società medicalizzata e perennemente alla ricerca della pillola magica, che faccia sparire tutto, dolore e paura, ansia e frustrazione, stanchezza e malattia, nell’illusione di una vita perfetta, plastificata, preconfezionata.
La vita che conducono le cavie nei laboratori ogni giorno è invece ben altra. I cani di Green Hill, i roditori di Harlan, le scimmie strappate dalle loro foreste, rapite e deportate negli stabulari è fatta invece di solitudine, luce artificiale, paura, dolore, sevizie, intossicazioni, interventi chirurgici, amputazioni, ustioni, agonia.

Ma per quanto atroce sia la vivisezione, la lotta contro di essa è solo un tassello e non può vincere veramente lo sfruttamento animale se non si conduce contemporaneamente una lotta di più ampio respiro.
Non dobbiamo, di conseguenza, accettare le ingerenza dei politici che si interessano della causa animale solo per fare campagna elettorale né tantomeno confidare nella mano “amica” delle istituzioni che se da un lato sembrano aiutarci dall’altro appena possono cercano di togliere dai piedi qualunque cosa non sia funzionale alle leggi di mercato.
Mettere in discussione lo sfruttamento degli animali significa mettere in discussione noi stess* e la società che produce tale sfruttamento.

Per la Liberazione Animale e della Terra, per la Liberazione Totale, fermiamo Harlan e la società che se ne serve!

RadiOpossum
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