Rony Roller, il circo a Colli Aniene. Un triste spettacolo

Diversi giorni fa abbiamo trovato, distribuiti sui parabrezza delle autovetture in zona metro Santa Maria del Soccorso, questi tagliandi:

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La scritta “Guardare una tigre negli occhi vale più di mille documentari” arriva dritta allo stomaco, si rimane basiti, increduli. Quante falsità, quanto delirio in così poche righe. Ci si chiede come può lo sguardo triste, annoiato, malinconico degli animali reclusi al circo far divertire adulti e bambin*? Alcuni di noi (purtroppo ci siamo accorti tardi dell’arrivo del circo Rony Roller in quella zona) sono andati a volantinare*. Lo spettacolo che ci stiamo trovati davanti è stato agghiacciante: tigri e leoni reclusi in spazi strettissimi, animali velocissimi che normalmente percorrono lunghe distanze; lama, cammelli, con lo sguardo perso. E poi l’elefante, lui – o lei, non manca mai. Inconfondibili i segni dell’enorme stress provato: il continuo oscillare del capo da una parte all’altra, senza sosta, ne è un esempio lampante. Qui di seguito abbiamo pubblicato un video di pochi secondi che immortala questo comportamento. Pochi secondi, perché non avrebbe senso pubblicarlo tutto (il video infatti dura 25 minuti, 25 minuti che ripetono lo stesso stereotipato atteggiamento. E di sicuro questo comportamento non è durato “solo” 25 minuti). Ancora dell’idea che sia meglio vederli qui o in un documentario?

La cosa ancora più triste è stato constatare il “successo” di questo circo. Una fila lunghissima allo spettacolo delle 16.15. Con la solita litania: “lo facciamo per i bambini!”. Ci si batte da anni per chiedere l’abolizione dei circhi ma a quanto pare siamo davvero lontani. Ma andiamo avanti, resistiamo con loro!

 

Questi sono i volantini che abbiamo distribuito. Abbiamo potuto distribuirli anche ai bambini (che li hanno letti con estrema curiosità) poiché i contenuti sono adatti anche a loro.

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Radiopossum 146: la lotta contro la riapertura dello zoo Michelotti di Torino continua

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In trasmissione spazio ad un’attivista che si batte contro l’apertura di uno zoo nel Parco Michelotti a Torino. Un tempo ex zoo, poi chiuso, oggi il parco è luogo di un’importante biodiversità. Ma domani? Domani tornerà ad essere uno zoo: la società Zoom, che già è proprietaria di un altro luogo di detenzione e sfruttamento di animali a Cumiana, sta costruendo l’ennesimo zoo, pudicamente chiamato bioparco.
Il progetto, voluto dalla vecchia amministrazione comunale, non è ostacolato dalla nuova sindaca a cinque stelle. Anzi, il M5S dopo le promesse in campagna elettorale se ne sta letteralmente lavando le mani: la Zoom ha vinto il bando (nel quale è stata l’unica partecipante) e dunque lo zoo si farà.

Trasmissione del 14 novembre 2016
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Radiopossum 145: caccia nella bergamasca, azioni di disturbo

Nella puntata di oggi abbiamo sentito uno degli organizzatori del prossimo incontro di Liberazione Animale e della Terra. In occasione della riunione preparatoria, che si è tenuta domenica 23 ottobre, durante la mattinata una quindicina di attivisti hanno protestato nei boschi della bergamasca contro la caccia in corso. Azioni di disturbo hanno impedito così ai cacciatori di sparare agli animali. La seconda parte della puntata si è concentrata in particolar modo sulle necessità che spingono, oggi, a organizzare un incontro di questo tipo, “dal basso” e come si svolgono le riunioni.

Trasmissione del 24 ottobre 2016
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Radiopossum 144: i canili di Roma, a che punto siamo?

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foto: La Presse

La puntata di Radiopossum di lunedì ha toccato due diversi argomenti.

Nella prima mezzora abbiamo ospitato un lavoratore dei canili comunali di Roma per fare il punto della situazione: dal 1 maggio la struttura centrale di Muratella è abbandonata dal Comune di Roma che non provvede più a nulla, e gli ex lavoratori (licenziati) assicurano il servizio in autogestione da più di cinque mesi, curando ogni giorno una media di 600 cani e 70 gatti grazie solo alle proprie forze e alle donazioni e ai contributi dei cittadini romani. All’orizzonte un bando che assegnerà la vita di questi animali a un soggetto profit, animato unicamente dall’intenzione di trarre profitto.
Per sostenere la campagna di crowfunding che permette agli ex lavoratori di garantire il benessere degli animali, visitare la pagina Io me ne occupo su FB

Nella seconda pare abbiamo trasmesso lo streaming di Radio Cane sulla presentazione della campagna No new animal lab, registrata nel corso di uno speaking organizzato a Milano. No new animal lab è una campagna lanciata negli Stati Uniti contro l’Animal Research and Care Facility, un’espansione dell’università di Washington di Seattle che incrementerà le attività di sperimentazione animale del 30%.
No new animal lab si propone di rilanciare il movimento antispecista negli USA dopo anni di dura repressione, di mettere in atto le lezioni apprese dalla precedente campagna Shac e di rilanciare l’intersezione delle lotte e l’attivismo dal basso.
Per ulteriori informazioni http://nonewanimallab.com/

Trasmissione del 10 ottobre 2016
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Radiopossum 143: Hambach, la foresta e la resistenza

 

 

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Di nuovo in onda (con un po’ di ritardo sulla tabella di marcia) con le nuove puntate di RadioPossum!

Oggi vi raccontiamo un’incredibile storia che arriva dalla Germania ovest, dalla foresta di Hambach (che si trova a circa 50 km da Colonia). Qui, dal 2012, alcun* attivist* stanno impiegando tutte le loro forze per cercare di conservare l’ultimo fazzoletto di foresta che la multinazionale del carbone RWE vorrebbe portare via (dopo aver distrutto l’intera foresta millenaria preesistente) per concludere uno dei progetti energetici più assurdi quanto mai reali della Germania, la miniera di carbone a cielo aperto più grande d’Europa. Alcuni di noi sono stati ad Hambach questa estate e qui sentirete il loro racconto.

Trasmissione del 26 settembre 2016
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Radiopossum 142: esistono dei legami tra specismo e sessismo?

 

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In questa puntata abbiamo ragionato sul legame tra sessismo e specismo e sulla necessità che si affronti un discorso antisessista anche all’interno del movimento antispecista.

Lo abbiamo fatto insieme al Collettivo Anguane (anguane.noblogs.org).

Trasmissione del 25 aprile 2016
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Radiopossum 140: veganismo nei media mainstream

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(Dal min. 1.56) Negli ultimi tempi si sente parlare moltissimo tv, giornali e radio di alimentazione vegana e animalismo, ma che in modo? Molto spesso con scherno verso quelle persone che sono percepite come borghesi, un po’ radical, empatici con gli animali e la natura al limite del ridicolo. Altre volte tale scelta viene invece elogiata considerandola però principalmente uno stile alimentare che porta dietro di sé ragioni di salutismo. In un caso o nell’altro ciò che rimane risulta totalmente impoverito delle motivazioni che vi sono dietro – ovvero lo sfruttamento degli animali – cercando in tal modo di inglobare il veganismo nel sistema che esso stesso si propone di combattere, proprio in quanto viene privato di quegli elementi di conflittualità.

A contribuire a questo processo vi sono alcune associazioni animaliste che molto si servono di questi strumenti, guidati dall’illusione di arrivare in tal modo a più persone possibili, perdendo di vista come e che cosa in tal modo arrivi.
Un contributo dalla rivista tilikum n.2 (pag.34) che potete trovare su lalepre.noblogs.org

Trasmissione del 18 aprile 2016
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Radiopossum 139: Capra libera tutti, il rifugio per animali salvati da luoghi di sfruttamento

rifugioOggi abbiamo abbiamo ascoltato la storia di Massimo e di “Capra libera tutti“, il rifugio per animali che si trova a Nerola, in provincia di Roma. Circa 5 ettari di terra sono a disposizione di agnelli, vitelli, maiali, galline, capre e pecore recuperati da luoghi di sfruttamento dai quali innumerevoli loro simili non usciranno mai. Abbiamo cercato di capire quanto e se è davvero differente la vita con gli animali cosiddetti da reddito rispetto alla convivenza con gli animali “domestici” e quali sono le difficoltà nel gestire un rifugio/santuario.

Qui la pagina facebook dove seguire le avventure di Massimo e dei suoi innumerevoli amici

Trasmissione del 4 aprile 2016
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Radiopossum 138: vegefobia

vegefobia

Esiste un pregiudizio spesso strisciante, a volte palesemente manifesto, verso chi ha deciso di schierarsi per la liberazione animale e, di conseguenza, smettere di mangiarli. Il più delle volte trapela con lo scherno, ma sempre più è fatto proprio dal discorso pubblico del pensiero dominante: i mezzi di comunicazione, la scuola, la famiglia, i luoghi dove la cultura di un popolo si forgia quotidianamente tendono a stigmatizzare e marginalizzare chi si definisce antispecista o vegano. Dietro la resistenza e alla difesa dei valori “tradizionali” contro il perturbante rappresentato dai “vegani”, però, si cela un sacro terrore di mettere a tema e affrontare l’orrore della questione animale. L’insieme delle pratiche discriminatorie che hanno per bersaglio gli individui intenzionati a scoperchiare questo vaso di Pandora è stato chiamato Vegefobia. Per saperne di più abbiamo intervistato Marco Reggio, attivista per la liberazione animale e membro dell’associazione Oltre la Specie, che da anni studia l’argomento e le sue sfaccettature.

Per saperne di più sulla vegefobia:
– http://it.vegephobia.info/
– http://www.veggiepride.it/index.php/documenti/119-vegefobia-problema-individuale
– http://www.veggiepride.it/index.php/vegefobia

Trasmissione del 21 marzo 2016
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Radiopossum 137: addomesticazione e il progetto Luna Corre

addomesticazione

Che rapporto abbiamo stabilito con gli animali, e in particolare con quelli più vicini a noi, cioè i cani? Si tratta sempre e comunque di una relazione di dominio o vi sono spazi di co-evoluzione libera? Ma come è possibile che questo accada se alla base dell’incontro vi è un processo “forzoso” come la domesticazione? Ne abbiamo parlato con Davide Maiocchi, attivista antispecista che lavora con i cani da decenni e ragiona da tempo sulla questione animale. La nostra conversazione ha tentato di allargare gli orizzonti di un dibattito che spesso dimentichiamo, anche nel mondo dell’attivismo, di affrontare.

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