
Nella puntata di oggi abbiamo toccato il nodo della devastazione ambientale e della necessità di un ecologismo radicale affrontando due casi specifici, e forse poco conosciuti nel paese della Tav e dell’Ilva. Abbiamo parlato prima con un attivista della Casa cantoniera occupata di Colleferro (FR), una realtà che sta cercando di svegliare le coscienze su uno dei territori più inquinati e devastati d’Europa; poi abbiamo approfondito con un’attivista No Tav il tema del corteo del 18 ottobre a Ravenna contro Cmc. Contro questo colosso dell’edilizia che devasta la Terra in Italia, in Africa, in Asia, in America Latina è nato infatti un coordinamento.
Il Coordinamento contro il Mega Macello di Manerbio ha ricevuto da anonimi e poi diffuso un video che riguarda la liberazione di tre maialini da uno dei tanti allevamenti presenti in Lombardia. In questo video viene documentata la sofferenza e lo stato di sfruttamento di milioni di animali: sporcizia, maiali feriti, gabbie, cadaveri abbandonati tra maiali ancora vivi, perfino il corpo sanguinante di un cucciolo di pochi giorni lasciato in un secchio come fosse un rifiuto.
Sull’onda del caso del cucciolo di giraffa di 4 mesi di “proprietà” del circo Orfei barbaramente ammazzato sulle strade di Imola, stasera abbiamo parlato di circhi, delfinari e parchi acquatici. Ovvero tutti quei luoghi dove gli animali vengono non solo sfruttati ma anche ridicolizzati e dove la dimensione dell’ammaestramento e della addomesticazione violenta va di pari passo con una logica machista (basti pensare al domatore di leoni) e sessista: ancora una volta dunque il tema dello sfruttamento animale si lega al tema dello sfruttamento umano. Ne abbiamo discusso con un etologo, che ci ha poi parlato anche del suo progetto: il 
Antispecismo è antifascismo. Partendo da questa elementare verità, in trasmissione abbiamo analizzato le infiltrazioni di realtà autoritarie e razziste all’interno del movimento animalista. Sabato 15 settembre a Brescia, nel corteo della Lac contro la caccia, alcuni militanti facenti capo all’associazione 100% animalisti sono stati respinti da divers* antispecist*. Con un’attivista presente quel giorno abbiamo parlato di quanto accaduto. Abbiamo poi analizzato i 100% animalisti e spiegato a chi fanno capo (il loro ‘leader’, o ‘boss’ come lo chiamano, è stato anni fa candidato per Forza Nuova alle elezioni comunali di Padova), e abbiamo ricordato quando scesero in massa a Roma nel 2009 e furono derisi e respinti da un folto gruppo di antispecisti e antifascisti. Abbiamo poi cambiato argomento. Prima un redattore di Radiopossum che ha preso parte al
Proiezioni video
Nella puntata di lunedì abbiamo parlato con un attivista di Villa Vegan Squat, squat antispecista e libertario attualmente sotto minaccia di sgombero. Ci ha spiegato come è nata Villa Vegan, la loro linea politica, le loro attività antispeciste e di autoproduzione. Dall’orto alla ciclofficina, passando per molte altre, Villa Vegan è una realtà di liberazione propria e altrui da difendere. Abbiamo poi sentito un attivista del gruppo Essere Animali che insieme ad altre realtà antispeciste (Nemesi Animale, Antispecisti Libertari Brescia) ha parlato del prossimo presidio di protesta contro l’allevamento di visoni da pelliccia di Montirone (BS), in programma sabato 22 settembre. Con lui abbiamo analizzato la lotta contro l’industria della pelliccia: situazione e prospettive. Abbiamo infine lanciato un evento organizzato da noi di Radiopossum e dal Laurentino 38 Squat: sabato 6 ottobre a Laurentino 38 (Roma), serata antispecista e benefit per la cassa di solidarietà anticarceraria Aracnide e con tutt* coloro che hanno subito i colpi della repressione quest’estate 
Nella prima puntata post-estiva abbiamo parlato con un attivista del nord che ci ha raccontato della recente ondata repressiva che ha colpito diverse realtà antiautoritarie, alcune delle quali legate ai temi specifici della liberazione animale e della Terra. Ha spiegato le modalità repressive, fatte di perquisizioni nel cuore della notte, di intimidazioni e di castelli accusatori decisamente improbabili. Ha spiegato anche come comportarsi in casi del genere, quale atteggiamento assumere: diventano fondamentali la consapevolezza dei propri diritti, l’attenzione alla propria privacy e, ovviamente, la solidarietà politica e umana dei diversi movimenti.
